post

Sotto le Torri del Vajolet

rifugio-re-albertoSe c’è una cosa che mi ha sempre lasciato estasiato è l’orogenesi delle montagne; vagando per le Dolomiti, ma non solo, non è raro rimanere letteralmente a bocca aperta di fronte agli spettacoli naturali che questi agglomerati di roccia ti offrono. Pensate, per esempio, alle Tre Cime di Lavaredo e all’incanto che suscitano.

Oggi però vi voglio portare in Val di Fassa, alla scoperta delle Torri del Vajolet. Continue reading

post

L’importanza dello sport nelle scuole

labuonascuolaErasmo da Rotterdam considerava l’educazione come una sorta di equipaggiamento per affrontare la vita.
Personalmente penso che nella vita ci sia bisogno di una base concreta su cui costruire qualcosa di solido. Nello sport ho riscontrato tutto ciò. L’educazione, le regole, la competizione, si riflettono parallelamente nella vita di tutti i giorni quindi, stimolando in un bambino un carattere disposto ad accettare questi valori, sicuramente lo rivestiamo di una corazza adeguata per introdurlo alla maturità. Continue reading

post

Perdersi a Burano

A volte un’avventura è anche il semplice riuscire ad evadere dalla quotidianità, dal campo da rugby o da una scrivania, e diventa un piacere riscoprire dei posti meravigliosi a poca distanza da casa.
Uno di questi è l’isola di Burano, situata a nord-est di Venezia, ma raggiungibile più facilmente dall’imbarcadero di Treporti.
Siamo riusciti ad arrivare relativamente presto e il bello di Burano sta nel girarla senza meta, insomma è un piacere perdersi e girovagare tra le sue calli costantemente scortati dalle case dai colori vivacemente accesi che ti mettono allegria.

Gondola Case a Burano

È un mondo un po’ surreale, quasi fatato, a riportarti alla realtà ci sono i turisti che mano a mano che passa il tempo diventano sempre più numerosi.
È tempo di ripartire non prima di una sosta al primo panificio per acquistare i biscotti tipici di Burano, i bussolai e poi si può ritornare all’imbarcadero.

Maschere nel verano Fioreria a Burano

post

Rifugio Chiggiato, una balconata sull’Antelao

A volte le belle uscite in montagna capitano un po’ per caso. Capita per esempio di sentirci ad inizio settimana via email e di condividere la voglia di andare a fare un giro; il tempo è sempre un po’ tiranno, il lavoro e lo sport ci assorbono e allora ti ritrovi velocemente a cercare una meta non troppo lontana che possa però soddisfare la fame di montagna. Stavolta abbiamo optato per il rifugio Chiggiato e la sua magnifica vista sull’Antelao.

il sentiero in mezzo al boscoInsomma partiamo in tre: io, Campa e Yao; appuntamento presto allo Sportler di Silea con direzione Calalzo prima e Val d’Oten poi. Parcheggiamo nei pressi del Bar Alpino e ci incamminiamo per una comoda strada prima e in mezzo al bosco poi.

Campa va su come un treno e ogni tanto mi ritrovo a invidiare i suoi vent’anni. Il sentiero non è impossibile però comunque son più di 800 metri di dislivello per arrivare ai 1911m del Rifugio Chiggiato. Per fortuna (mia) a metà strada c’è un posto chiamato riposo del nonno: una semplice panchina che ti permette di godere una vista fantastica sull’Antelao; è un buon momento anche per far scorta di energia, Campa tira fuori una cioccolata improponibile che però si mangia comunque e si riparte per l’ultimo strappo.

Arrivati in cima il panorama è sublime, il rifugio è chiuso ma c’è un bivacco adiacente sempre aperto, noi comunque preferiamo mangiare all’aperto e goderci una splendido sole e la vista sulle Marmarole e sull’Antelao che ci si staglia davanti imperioso. Il tepore del sole e il silenzio fanno il resto.
la neve, il sole, il silenzio... cascate di ghiaccio

La discesa è una favola, la prima parte in mezzo alla neve soffice è addirittura spettacolare, poi si ritorna sul sentiero e si passa in mezzo a boschi casere.

Campa e Yao al ritorno Giochi di neve Campa in esplorazione

post

In giro per i bacari di Venezia

Come ti…Come ti chiami? – Allora non sei sordo e nemmeno muto –
Vi conoscete, passeggiate senza meta. Venezia diviene il discorso conduttore dei vostri perché. E, come in un romanzo, nasce ciò che è stato scritto da bardi e poetastri: una pagina d’amore. Fugace o duraturo Venezia questo non lo sa, per adesso è un abbozzo macchiato di spensierati desideri quasi fanciulleschi. Il sole scende accovacciando tra le case, depone la sua alcova in ca’ d’oro anche se, pagano, avrebbe voluto soffermarsi ai tavoli verdi del palazzo ca’ Vendramin Calergi dove Riccardo ancora vaga in cerca dei suoi leitmotiv ispirati dai posti, luoghi e persone veneziani. Continue reading